IL SOLE E' GIALLO di Leo Turrini

12/01/2015

IL SOLE E' GIALLO di Leo Turrini
Il sole è giallo.

Questo mi veniva da pensare, mentre sempre più spesso la palla cadeva oltre la rete, sul campo dei trentini.

Il sole è giallo e pian piano i ricordi si affollavano sull’uscio della memoria.

Quella gente. In tribuna. A Bologna.

Quando ero già stato qui?

Forse nel 1986, per uno scudetto che sembrava diventato un tabù?

Oppure a chiamarmi erano le facce di chi non c’è più, perché il tempo passa, la sabbia nella clessidra scorre e l’anagrafe di campionati e Coppe Italia mi inchioda al muro dei rimpianti?

Ma il sole è giallo, adesso.

Sommessamente credo che questa data, 11 gennaio 2015, rappresenti l’alba della Liberazione.

L’alba della Liberazione sotto rete.

Liberi, liberi. Come nella canzone di Vasco.

Liberi di dimenticare le sconfitte, le disillusioni, le amarezze, le sorprese negative.

Oh, Gesù!

Quando la signora Pedrini, nostra signora del volley, venne a dirmi che dovevo tornare ad avvicinarmi allo sport della mia adolescenza, uhm, per un attimo immaginai che fosse il caso di evitare. Troppa acqua sotto i ponti e in fondo sono una delle generazione del cambio palla.

Ma poi, il sole è giallo.

Allora, mi sono imbattuto in un frammento di rimembranza.

Una volta Peppino, che era poi Panini, mi raccontò che secondo lui un giornalista sensibile sempre doveva cercare, nel suo piccolissimo, di supportare chi, in nome di una passione popolare, ci mette la faccia, il cuore, il portafoglio. Criticare è legittimo, anzi, doveroso. Crogiolarsi nel pregiudizio è, invece, una forma di castrazione chimica.

Perché è una questione di emozioni. Da condividere. Da ripagare.

S’intende che ovviamente io, nel profondo della mia ignoranza pallavolistica post moderna, non so se questa squadra meravigliosa sia ‘anche’ in grado di vestirsi di tricolore.

In compenso, frequentando un po’ i ragazzi e Sartoretti e Lorenzetti eccetera, ero stato sfiorato dal sospetto che fosse in crescita un fenomeno virale e vitale.

L’entusiasmo di questi giocatori (e non parlo solo di Ngapeth o di Bruno) è contagioso.

Quando sto in mezzo a loro capto una energia positiva che è la grande bellezza dello sport.

Quindi la Coppa Italia dell’11 gennaio 2015 è la Grande Bellezza del nostro gruppo, del nostro popolo, del nostro amore.

Il resto della storia non oso immaginarlo.

Almeno nell’immediato, manco mi interessa.

We are back.

Il sole è giallo.

Non vi permetteremo di spegnerlo.

Grazie.

(Leo Turrini)
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