La bocca del leone

22/03/2015

La bocca del leone
Ed è così che il nostro Leo Turrini commenta la partita di ieri, con la sua solita lucidità e con quella capacità di analisi che solo chi ha masticato pallavolo tutta la vita possiede. Niente panico, sono solo due partite storte; come ha detto qualcuno nei commenti ieri sera, meglio perdere in regular season e vincere quando conta davvero!

Don’t panic.

I’ve got it.

Mi veniva in mente questo verso di Zucchero (non fatevi prendere dal panico, io già ce l’ho) mentre Trento si prendeva i tre punti davanti alla nostra gente.

Ora, lasciatemi scrivere alcune cose dettate dal cuore.

La prima. Non importa se qualcuno, profittando del momento, scenderà rapidamente dal carro del vincitore. Trattasi di esercizio molto in voga, nei secoli dei secoli, in Italia in generale e figuriamoci se il piccolo amatissimo mondo del volley si sottrae al rito.

La seconda. Non è finito niente. Nessuno ha decretato che i nostri ragazzi fossero costretti a conquistare lo scudetto. Ci stanno provando, ci proveranno ancora. E’ una squadra costruita immaginando il futuro, la Coppa Italia è stata il passo numero uno di un viaggio affascinante, forse il traguardo non è dietro l’angolo, di sicuro non siamo in presenza di un flop.

La terza. A me brucia più il kappao di Latina di questo. Contro i trentini che entrano trotterellando eccetera puoi perdere. A Latina no.

La quarta. Sempre a proposito di perdere. Una volta Velasco mi ha narrato un gustoso apologo e nel farlo non aveva in mente Vettori o Bruno o Rossini, proprio è un discorso di carattere generale. Il racconto fila così. Un opposto gioca male un pallone in attacco. Si volta verso l’alzatore con una faccia che significa: ah, anche tu, potevi darmela meglio! Allora il palleggiatore si gira verso il tizio che ha ricevuto con una espressione che significa: eh, ma anche tu, se avessi difeso meglio! A questo punto il ricevitore getta l’occhio verso un finestrone del palasport e fulmina con uno sguardo l’addetto alle vetrate: ah, ma se tu avessi schermato meglio la luce!

Morale: quella squadra lì crede di aver perso per colpa di un bidello e dunque non imparerà mai a vincere, perché solo chi sa accettare la sconfitta facendosene carico collettivamente riuscirà poi a ripartire.

Per come io conosco il gruppo di Lorenzetti, Modena andrà incontro al suo destino, qualunque esso sia, senza praticare l’esercizio dello scaricabarile.

Non muoio nemmeno se mi ammazzano, diceva un poeta romagnolo.

It’s not over until it’s over.

Leo Turrini
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