L’Under 19 guidata da Andrea Sala è una delle tante squadre che compongono la galassia VGModena Volley. “La prima grande differenza rispetto al mio passato è stato capire che non ero più un giocatore e quindi non dare per scontate tante cose. L’allenatore deve trasferire ciò che conosce. Allenare l’Under 19 è bellissimo perché è il momento in cui i ragazzi diventano uomini, c’è un lavoro di testa, di sorrisi, di parole senza che sono fondamentali. Mi piace molto, è stimolante”.

Come si gestisce chi gioca e chi non gioca? Come ci si approccia al momento della delusione di chi deve stare fuori?
“Noi abbiamo la fortuna che siamo la seconda squadra dell’Under 19 perciò non c’è il vero talento futuribile, ma c’è l’elemento utile per raggiungere i nostri obiettivi. Ci diamo sempre un obiettivo unico e tutti sono importanti e devono farsi trovare pronti. Da Angelo Lorenzetti ho imparato che non esiste squadra A o B, ma sono tutti mischiati in modo che si sentano più partecipi. Grazie a lui non ho mai dovuto gestire situazioni strane, anche perché sono ragazzi grandi e iniziano a capire chi è più bravo. Facciamo diversi campionati e avendo molte partite c’è la possibilità di far giocare tutti. Non avendo la pressione dei risultati, posso permettermi di farli sbagliare in campo. Essere una seconda squadra ha questi vantaggi che rendono tutto più facile”.

L’importanza del sorriso e del gioco in questo ambiente?
“Ho avuto la fortuna che da giovane giocavo a pallavolo, ma le ore prima lavoravo. La pallavolo è sempre stata, e sarà sempre, un gioco. Se vinci o perdi non cambia niente, le cose serie sono altre. Andare in palestra è una mia scelta perciò ci vado con il sorriso, se perdo mi arrabbio tantissimo ma il giorno dopo torno con il sorriso perché è una cosa che voglio fare io. Non tutti al mondo possono fare quello che gli piace”.

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