"Beh, se per caso vi chiedesse come mai amate il volley, ecco, adesso avete la risposta. Cioè regalate all’interrogante il dvd di questa fantastica partita tra Modena e Perugia.

Cinicamente, in palio c’era soltanto una bella dose di autostima. Niente scudetto: di quello, semmai, ne riparleremo quando Burian avrà smesso di spazzolare l’Italia e Catia Pedrini si sarà impossessata della Primavera, come in una bella canzone di Riccardo Cocciante.
E insomma, si giocava per l’orgoglio, per la gloria, per il prestigio. Nonché, i meravigliosi amici di Perugia perdoneranno il filo di perfidia, per confermare una bella tradizione.
Cioè, alla fine della fiera, di solito vinciamo noi.
È accaduto anche in questa serata polare. Soprattutto, al di là del risultato, è andato in scena uno spettacolo maestoso. Lo spot perfetto per la pallavolo. Voglio esagerare: se l’intero sport italiano si cibasse più spesso di simili emozioni, eh, staremmo meglio tutti. E giuro che avrei scritto la stessa cosa se al tie break l’avesse spuntata la Sir.
Mi restano da aggiungere tre cose.
La prima. Quando Antoine ha invitato a piantarla il tizio che dagli spalti ogni tanto fischiava manco fosse l’arbitro, uhm, io ho puntato subito lo sguardo sul vecchio amico Stefano Recine. In effetti, Modena si era messa giocare troppo bene (si scherza, eh).
La seconda. Con bambini come Argenta, Bossi e Pinali a Rado sta riuscendo una combinazione affascinante tra gli assi conclamati e le ipotesi di campioni del futuro.
La terza. Vado in palestra dal 1974. Badate che ad un certo punto Bruno alza una palla no look per il bimbo Argenta. Una mossa da delirio, non ricordo se si stava nel secondo o terzo set. Li’ ho pensato: c’è ancora qualcosa da vedere con il cuore in gola, dopo oltre quarant’anni da guardone nei Palasport.
Ps. Dimenticavo. Griglia play off alla mano, Sir e Azimut potrebbero ritrovarsi solo in finale. 
E se fosse un presagio?"

Leo Turrini