Gli Stati Uniti, attualmente al secondo posto nel Ranking FIVB alle spalle del Brasile, sono una nazionale di pallavolo con una forte tradizione.

Tre ori olimpici, quelli del 1984 a Los Angeles e del 1988 a Seoul, l’ultimo nel più recente 2008 a Pechino con la squadra guidata in campo dal regista Lloy Ball, ex campione d’Italia a Modena nel 2001/02; un titolo iridato nel 1986 (erano gli anni degli States dei miti Kiraly e Timmons, di Ctvrtlik e Berzins, dei registi Dvorak e Stork e del coach Doug Beal). Diverse al tre le vittorie, tra cui anche due Coppe de Mondo e due ori nella World League (2008 a Rio de Janeiro e nel 2014 a Firenze). 

In questa prima edizione della VNL arrivano al 5° weekend di gare con 10 vittorie e sole due sconfitte al passivo, un punto indietro alla Francia capolista. Due ko arrivati in serie: in Brasile al termine del 2° weekend al tie break contro Bruno e compagni e in Canada, a Ottawa, nella sfida d’apertura del 3° weekend contro la Germania di Andrea Giani, un netto 3-0.
Coach Speraw - sulla panchina da CT dal 2013, ma presente nello staff sin dai tempi dell’oro olimpico di Pechino 2008 - non ha più concesso sconti dopo, con cinque vittorie consecutive e solo due set concessi. Il faro della squadra è il palleggiatore – neo acquisto di Modena Volley – Micah Christenson che sulla diagonale trova Matthew Anderson, opposto ma in alcune gare utilizzato anche come posto 4, come nel club russo di Kazan. Nel torneo si è visto tanto turnover e – oltre ai piani previsti – lo staff  a stelle e strisce ha dovuto fare i conti anche con gli infortuni. Ad iniziate da quello dello schiacciatore Thomas Jaeschke, neo acquisto della Calzedonia, che durante la sfida alla Serbia ha accusato una rottura del legamento crociato anteriore sinistro.

Nel corso del torneo spazio poi a Aaron Russell, fresco di triplete con Perugia e neo acquisto di Trento, unico, insieme ad Anderson, a superare il muro dei 100 punti realizzati (in sole 9 gare).

A livello statistico – in virtù della continua rotazione di uomini voluta da coach Speraw, non si registrano molti picchi individuali. Anderson, il miglior realizzatore a stelle e strisce, è “solo” al 12° posto tra i migliori realizzatori del torneo con un totale di 126 punti (101 in attacco, 11 muri, 14 ace), 24° Russell con 108. Anderson (5° in attacco con il 52,88%). Per trovare uno statunitense nelle classifiche di muro occorre scendere al 31° posto con Jendryk li e De Falco a 13, seguono Anderson a 11, Russell e Holt a 8.

Al servizio Anderson si conferma incisivo con 14 ace, 0.31 a set. Considerando che conosce il PalaPanini c’è da attendersi meraviglie anche in questo weekend. Il libero Erik Shoji, la passata stagione a Latina, è terzo in ricezione con una efficienza del 18,01%.


Punti deboli? Forse solo il meccanismo di gioco da affinare dopo il tanto turnover in campo… La posizione di classifica però parla di una squadra determinata che sa adattarsi alle difficoltà.