Campione d'Europa in carica, la Russia è da sempre - per trascorsi storici - una delle principali potenze mondiali della pallavolo. Passando dall'Unione Sovietica che ha segnato una lunga era, alla breve parentesi CSI, fino all'attuale nascita della Russia, lo squadrone moscovita è sempre stato uno degli incubi di chi gioca a pallavolo a livello internazionale e punta ad una vittoria.
La disgregazione dell'Urss ha però calmierato questo strapotere, tanto che da allora gli ex sovietici hanno sì vinto (ricordiamo i Giochi di Rio2012 con quella clamorosa rimonta su un Brasile che era già pronto a festeggiare l'oro e invece, incredulo, non ha saputo reagire al cambio di modulo tattico di coach Alekno come lo spostamento dal 3° set il centrale Musersky nel ruolo di opposto e Mikhailov nel ruolo di posto 4, ribaltando la partita vinta al tie break), ma non hanno cannibalizzato la disciplina che ha allargato i suoi orizzonti e trovato nuovi equilibri.

Dalla sua costituzione la Russia ha partecipato a 26 edizioni della FIVB World League (la mamma della VNL), mancando solo le competizioni 2004 e 2005. Solo 3 le vittorie in un torneo che spesso i tecnici russi utilizzano per lanciare sul panorama pallavolistico internazionale alcuni dei nuovi talenti usciti dall'attività di club durante la stagione. Prima vittoria nel 2002 a Belo Horizonte, 3-1 sui padroni di casa del Brasile; secndo successo nel 2011(3-2 al Brasile a Danzica, in Polonia), terzo oro nel 2013, ancora sul Brasile, 3-0 a Mar del Plata, in Argentina.

Lo scorso anno il titolo europeo, ultima vittoria in palmares, a Cracovia, sulla Germania di Andrea Giani.
Allenata dal 57enne Sergey Shlyapnikov, subentrato a Vladimir Alekno, rimasto alla guida del solo Zenit Kazan, il nuovo Ct arriva dallo Neftyanik Novo-Yaroslavl, club di cui hga verstito la maglia di giocatore, allenatore e poi anche Presidente. Come allenatore ha all'attivo un palmares internazionale con le nazionali giovanili della Russia, nei club ha allenato anche Fakel Novy Urengoy e Dinamo Krasnodar.
Il suo vice è il veneto Sergio Busato, da anni garanzia nello staff della nazionale Russa.

In questo torneo la Russia ha sin qui vinto 9 gare e perdendone 3 con Polonia, Serbia e Brasile, ma arriva a Modena imbattuta da 5 gare. Assente l'opposto Maksim Mikhailov, dopo le fatiche stagionali con il Kazan campione del Mondo, di Russia e d'Europa, il punto di forza della squadra continua ad essere - per punti ed esperienza - la torre Dmitriy Muserskiy (3° top scorer del torneo con 173 punti). Svetta al suo fianco Egor Kliuka (MVP al Mondiale Under23 del 2015) 5° con 165.
Nelle statistiche individuali Muserskiy è il "best spikers" con il 67,33% (Kliuka 9° con il 50,60%); 2° nella classifica dei migliori a muro con 25 block (0,61 a set), fondamentale dove la nazionale russa brilla con Vlasov e Karpukhov al 5° e 6 posto con 44 muri complessivi.

Incisivi anche al servizio i russi sempre con Muserskiy e Kliuga, 12 ace a testa, 0.28 a set; 4° posto nel numero di difese per Aleksei Kabeshov, 1,07 a set.
Il tallone d'Achille... Le statistiche dicono la ricezione... Nessun russo nei primi 15. Kabeshov è al 20° posto.