Andrea Tomasini è il coach dell’Under 19 e della Serie B di Modena Volley che a gennaio ha finalmente iniziato il proprio campionato dopo un lunghissimo stop dovuto all’emergenza Covid-19, con l’allenatore che è una delle colonne della cantera di Modena Volley abbiamo parlato di presente e futuro gialloblù

Coach siete tornati in palestra e avete ripreso nuovamente a giocare da inizio 2021. Quali sono le sensazioni?
“La vera novità è il gioco e l’avvio del campionato, una novità importantissima e tanto attesa. Ci stiamo allenando in palestra da diverso tempo, ovviamente a fasi alterne a causa dei problemi che ci sono stati. Al di là del risultato il fatto di poter giocare una gara ufficiale è una festa, dobbiamo viverla così e siamo anche contenti di quello che stiamo facendo. Nel nostro girone ci sono diverse formazione esperte e forti, ci piace questo confronto ed è un modo per vedere anche le mancanze che ci permetteranno poi di migliorare”.

Le prime quattro gare di campionato hanno portato due vittorie e altrettante sconfitte.
“Nella prima partita con Ongina eravamo sotto 2-0 e abbiamo fatto un gran recupero vincendo al tiebreak. Una bellissima soddisfazione e una vittoria sofferta. Nella seconda, contro San Martino in trasferta, siamo stati molto bravi e determinati nel conquistare un successo per 3-0. Contro Mirandola, invece, abbiamo sofferto molto, loro sono una squadra quadrata e forte, ci hanno in grande difficoltà e non siamo riusciti a reagire. Nella quarta sfida contro Scuola di Pallavolo Anderlini abbiamo fatto un piccolo passo avanti, ma hanno giocato meglio di noi colpendo i nostri punti deboli e non siamo riusciti ad ottenere un risultato positivo. La prospettiva è quella di colmare le differenze che ci sono tra noi e le altre formazioni e comunque festeggiare perché queste partite ci danno modo di respirare sport, lo danno a noi tecnici e soprattutto ai ragazzi”.

Va ricordato che Modena gioca una serie B con l’Under 19 e quindi ragazzi molto giovani. Su cosa lavori ogni anno per dare la possibilità a questi ragazzi di confrontarsi con giocatori così esperti tra cui Bellei di Mirandola? Qual è la chiave giusta per stimolare questi ragazzi?
“Intanto giochiamo spesso contro diversi nostri ex giocatori. Bellei, giocatore di Mirandola per esempio, ha giocato da noi e ora è molto esperto. Confrontarsi con giocatori così ci fornisce dei dati per capire come crescere e colmare le differenze. L’esperienza e il fatto di saper giocare meglio è la cosa che conta di più, dobbiamo imparare a studiare le varie situazioni anche in allenamento per farci trovare più pronti poi in partita”.

Anche quest’anno diversi giocatori sono passati in prima squadra, Rinaldi, Sanguinetti e Sala sono stabilmente nel gruppo di Coach Giani. Quanto è difficile ogni anno ripartire con nuovi ragazzi?
“E’ il nostro mestiere e ruolo, magari andasse così ogni anno. Si riparte dai più giovani che vedono il percorso dei più grandi e che cercano di imitarli. La grossa fortuna è allenare di fianco ad una serie A, i modelli che hanno di fronte sono modelli positivi, concreti, sono giocatori che hanno un comportamento in allenamento e in partita da cui si deve solo imparare”.