Davanti a un’emergenza sanitaria come quella che stiamo affrontando, tutto appare secondario, ma non deve perdere di importanza ciò che prima la aveva: il nostro sport, insieme agli altri settori indicati nell’ultimo DPCM, deve fare un passo indietro, mantenendo tuttavia il suo ruolo e la sua funzione anche in questo difficile momento.

Siamo consapevoli dei sacrifici a cui tutto il paese sta facendo fronte ed è con grande dolore che siamo nuovamente chiamati a fare la nostra parte, chiudendo ancora una volta le porte del PalaPanini da domenica 1 novembre. I rigidi protocolli che abbiamo tutti insieme seguito alla lettera, purtroppo non sembrano più essere sufficienti; il rispetto assoluto che avete mostrato nei confronti delle regole che si sono rese necessarie nei mesi scorsi rimane per me un chiarissimo segno di amore per la nostra squadra. Lasciatemi però precisare che, a fronte di questi protocolli e del vostro rispetto delle regole, il PalaPanini è sempre stato un luogo sicuro e non un luogo di contagio o di diffusione del virus.

Dovremo essere più lontani, ma non più silenziosi: non può e non deve venire meno lo spirito di unione che ci ha tenuti insieme fino a qui. È solo per la coesione del nostro popolo – squadra, tifosi, partner – che passa la strada che ci riporterà tutti insieme a tifare sugli spalti; dovremo percorrere questa strada con coraggio e determinazione, due qualità che alla nostra gente non sono mai mancate.

Continueremo a resistere, continueremo a lavorare per il futuro, continueremo a crederci.