Questa mattina, coach Lorenzo Tubertini ha presentato la prima trasferta stagionale di Modena Volley in programma domenica 25 ottobre alle ore 18 al PalaBanca contro Piacenza: “I numeri degli allenamenti ci dicono che questa settimana abbiamo fatto un piccolo passo avanti, ma sarà la partita di domenica a dirci se siamo riusciti ad aggiungere qualche mattoncino rispetto alla sfida con Trento. A Piacenza ci aspetta un’altra gara molto impegnativa, contro una squadra che ha valori importanti e si colloca tra le migliori del campionato. Sappiamo che c’è ancora un divario da colmare, ma stiamo lavorando per arrivare pronti a questo appuntamento. In settimana ci siamo concentrati soprattutto su alcune situazioni del cambio palla e gli allenamenti hanno dato risposte positive. Mi aspetto di vedere questi miglioramenti anche in partita. Dal punto di vista fisico il lavoro procede bene, anche se non tutti i giocatori sono allo stesso livello di condizione. Il calo nel terzo set contro Trento, però, non è stato un problema fisico: sono stati loro ad alzare notevolmente il ritmo e noi non siamo riusciti a tenere il passo. Affrontare subito avversarie come Trento, Piacenza, Verona e Civitanova rappresenta una sfida importante, ma dobbiamo guardare soprattutto a noi stessi e alla crescita del nostro gioco. Le sconfitte possono demoralizzare oppure insegnare qualcosa, dipende da come vengono affrontate. A Piacenza non partiamo certamente battuti, andremo in campo per provare a vincere, cercando di esprimere al massimo il nostro potenziale. Piacenza ha mantenuto gran parte dell’ossatura della scorsa stagione e sta dimostrando di essere una squadra di altissimo livello. Manuel Zlatanov? È una bellissima notizia per la pallavolo italiana: ha una capacità di adattamento incredibile e sembra trovarsi quasi meglio in SuperLega che in A2. Ricorda molto il padre, sia fisicamente che tecnicamente, e sta sorprendendo per il livello delle sue prestazioni. Qualcuno pensava che Piacenza potesse essersi indebolita dopo la partenza di Mandiraci, ma non è affatto così”.







